Fratelli Amaranto

Presi di mira due ‘Lince’ di scorta ad una colonna di personale diretta all’aeroporto: il primo blindato è stato completamento distrutto e i cinque componenti sono tutti morti, l’altra vittima sul secondo mezzo. I militari uccisi sono 4 caporalmaggiori, Davide Ricchiuto, nato in Svizzera , Giandomenico Pistonami di Orvieto, Matteo Mureddu di Solarussa, Massimiliano Randino di Pagani; il sergente maggiore Roberto Valente di Fuorigrotta e il tenente Antonio Fortunato di Lagonegro, tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. I feriti non sarebbero in pericolo di vita. Secondo le prime ricostruzioni, alle 12 locali due kamikaze a bordo di un veicolo civile, imbottito con una dose massiccia di esplosivo, sono riusciti ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere.

“Tuzzo” uno di noi, un nordico del lago di Como,precisamente di Bellagio,faceva gruppo con tutti,specialmente con Quaglia ,Mascolino,Mzzotti,Creuso, nell’estate ebbe la malaugurata idea di portare la “moto”,un 125 se non ricordo male,andammo io e lui al mare di domenica a Tirrenia e nel ritorno un “……….” ci tagliò la strada,io ero dietro lui guidava e la caduta non fu una gran cosa ma Pietro impattò violentemente nell’angolo del marciapiede,ricordo tutto come fosse ora,io nell’ambulanza e lui a terra che tentavano una rianimazione ma non ci fu niente da fare,non mi mandarono neanche al funerale perchè ero in convalescienza,non scorderò mai la lettera ricevuta dalla sorella,ancora oggi solo al pensiero ……..Tuzzo uno di noi ancora oggi come allora….. (Marco Martinelli)

Par. Enzo Leoni

1941-2011

Enzo Leoni ha prestato servizio nella Folgore negli anni 60, Presidente della Sezione Colline Romane dell’Associazione Paracadutisti d’Italia, oltre 2000 lanci all’attivo, specializzato nella disciplina precisione in atterraggio partecipa a diverse competizioni Nazionali nella categoria Master entra a far parte della Scuola di Paracadutismo dei Pratoni del Vivaro a inizio anni 90 e nel 93 entra nella Lazio Paracadutismo e da allora contribuisce ai successi della neonata sezione partecipando a centinaia di Manifestazioni Pubbliche tra Roma e Provincia tra le più importanti Piazza Fiume (Roma) per Telethon, allo Stadio Olimpico di Roma, allo Stadio dei Marmi, a Piazza del Popolo al Pincio a Ostia e nella sua Fracati e tantissime altre. Nel 2008 entro a far parte della neonata Aero Club Real Lazio come Consigliere.

Lo scorso 15 Maggio faceva parte del Team che doveva atterrare alla Cerimonia di Chiusura del Memorial Nostini all’Acqua Acetosa poi annullato per problemi meteorologici, l’ultimo salto con i colori biancocelesti a cui ha partecipato è stato lo scorso 22 Maggio in occasione della Cerimonia del Mundialido allo Stadio Eucalipti a Viale Marconi.

“Enzo è stato sempre un punto di riferimento per tutti, aveva ancora tanta voglia di divertirsi, con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia del paracadutismo.
Ogni volta che un nostro fratello perde la vita dopo un lancio ti lascia senza forze, vorresti smettere di saltare, ma se lo facessimo mancheremmo di rispetto per tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per il nostro sport … e prevale l’amore per la nostra attività che ci regala ogni volta un enorme senso di lebertà” queste le parole di “Lino” Carmine Della Corte Presidente della S:S Lazio Paracadutismo e amico fraterno del Caro Enzo.

fonte http://www.lalaziosiamonoi.it

Presi di mira due ‘Lince’ di scorta ad una colonna di personale diretta all’aeroporto: il primo blindato è stato completamento distrutto e i cinque componenti sono tutti morti, l’altra vittima sul secondo mezzo. I militari uccisi sono 4 caporalmaggiori, Davide Ricchiuto, nato in Svizzera , Giandomenico Pistonami di Orvieto, Matteo Mureddu di Solarussa, Massimiliano Randino di Pagani; il sergente maggiore Roberto Valente di Fuorigrotta e il tenente Antonio Fortunato di Lagonegro, tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. I feriti non sarebbero in pericolo di vita. Secondo le prime ricostruzioni, alle 12 locali due kamikaze a bordo di un veicolo civile, imbottito con una dose massiccia di esplosivo, sono riusciti ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere.

 

 

Inizia la sua carriera militare nel gennaio 1995 quando viene ammesso al 159º corso allievi ufficiali di complemento della Scuola militare di fanteria e cavalleria di Cesano (Roma). Inquadrato tra gli aspiranti paracadutisti, dopo cinque mesi di corso viene assegnato alla Brigata paracadutisti “Folgore”. Consegue il brevetto militare a Pisa nel settembre 1995 e successivamente inizia il servizio di prima nomina a Livorno presso il 187º Reggimento, II Battaglione Tarquinia. Alla Caserma “Vannucci”, il giovane sottotenente Romani rimane tre anni. Effettivo presso la V Compagnia Pipistrelli, Alessandro matura esperienza e professionalità partecipando a diverse missioni internazionali (Bosnia, Albania).

Dopo il congedo, Romani impiega poco tempo a rientrare nell’Esercito approdando come allievo maresciallo alla Scuola sottufficiali di Viterbo nel 1998, avendone vinto il concorso per il 1º Corso Fin dall’inizio domanda di entrare nella forze speciali e con il grado di maresciallo, nel marzo 2001, viene mandato al 186º Reggimento paracadutisti “Folgore” di Siena ed inquadrato nella 13ª Compagnia Paracadutisti “Condor” del V Battaglione “El Alamein” in attesa del corso 80b (attualmente corso O.B.O.S., acronimo di Operatore Basico Operazioni Speciali).

Rimane a Siena per circa 10 mesi prima di approdare al 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” dove, nel 2003, consegue la qualifica di incursore paracadutista.

Partecipa a diverse missioni in Iraq ed Afghanistan. Diviene sottotenente nel 2006 partecipando e vincendo il concorso annuale per ufficiali rs. Viene promosso al grado di tenente nel 2008 per anzianità di servizio.

Elemento della Task Force 45, unità composta da forze speciali italiane dislocata in Afghanistan, il 17 settembre 2010, insieme al distaccamento operativo di cui fa parte, viene elitrasportato nella zona di Bakwah, provincia di Herat, per catturare dei terroristi Afghani individuati da un UAV Predator mentre piazzano un ordigno sotto il ponte di una strada.

Ferito ad una spalla nello scontro a fuoco che ne consegue, muore poche ore dopo all’ospedale Role 2 di Farah per arresto cardiocircolatorio dovuto alle ferite riportate. È la trentesima vittima italiana in Afghanistan dall’inizio della missione nel 2004.

Il 29 luglio 2011 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Medaglia d’oro al valore dell’Esercito alla memoria, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valore dell'Esercito alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’oro al valore dell’Esercito alla memoria
«Incursore e soccorritore militare, interveniva, con la sua unità, nel tentativo di catturare degli insorti intenti a posizionare un ordigno esplosivo sul ciglio di una strada. Dimostrando spiccato coraggio e somma perizia, nel corso dell’azione esponeva scientemente la propria vita a manifesto rischio per contrastare la reazione ostile. Gravemente ferito, negli ultimi istanti di vita anteponeva il dovere alla propria incolumità, preoccupandosi del buon esito della missione e delle condizioni di salute dei suoi uomini. Splendida figura di ufficiale che, con il proprio estremo sacrificio, ha dato lustro all’Esercito nel contesto internazionale. Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010 »
— (Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010)

Il 23 dicembre 2010 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Croce d’Onore alla memoria, con la seguente motivazione:

Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero - nastrino per uniforme ordinaria Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero
«Giovane Ufficiale del nono° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, animato da straordinarie qualità morali e professionali, corroborate da una grande esperienza nello specifico settore, comandato in missione di pace in teatro afgano, si prodigava, con rara perizia ed estrema efficacia, nell’assolvimento dei propri compiti. Il 17 settembre 2010, impegnato in un’operazione finalizzata alla cattura di elementi ostili, individuati in precedenza nell’atto di occultare un ordigno esplosivo rudimentale, ingaggiava con questi, unitamente alla propria unità, un violento conflitto a fuoco. Colpito gravemente al torace, periva a seguito delle ferite riportate, immolando la propria vita. Chiaro esempio di attaccamento al servizio ed altissimo senso del dovere spinto sino all’estremo sacrificio. Bakwa (Afghanistan), 17 settembre 2010 »
— (Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010)
 Fonte Wikipedia.it

 

 

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