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Attenzione:

A tutti soci e non, il simbolo con la denominazione de

“La Collina del Ricordo”

sono stati registrati , quindi chiunque volesse o abbia utilizzato il Simbolo e denominazione dell’associazione, soprattutto a fini commerciali, senza alcuna autorizzazione da parte del Consiglio, é tenuto a rimuorvelo o l’associazione provvederá ad agire vie legali.

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Servizio Sicurezza:  ” Paracadutisti Folgore in Congedo”

Maurizio Vismara-Nicola Filardi-Claudio Vitali-Salsi-Robuschi-Bianchi-Zoni-Bonazzi-Guglielmo Carleo

Fabio Querin-Pietro Paolo Mascolino-

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Non possiamo non ricordare questo tragico evento  del 1961  che ha coinvolto 2 equipaggi della 46ma Brigata Aerea, durante la prima missione Italiana  umanitaria sotto l’ONU, prima missione  dalla fine della guerra. La 46ma Brigata Aerea ha un legame fraterno con la Brigata Folgore  fondamentale per le proprie attivitá:

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Il 6 novembre 1942 finiva l’avventura della Divisione Folgore, dopo la strenua resistenza sul fronte di Alamein. I resti del 186° e del 187° ormai da giorni privi di viveri e munizioni si consegnavano agli inglesi. Solo 32 ufficiali e 272 paracadutisti erano rimasti dei 5 mila partiti da Tarquinia.
《 I soldati indiani ci hanno spogliato di ogni nostro misero avere, catenine, braccialetti e orologi sono diventati preda di miserabili e implacabili straccioni. È la prima notte di prigionia, siamo stati ammassati dentro un perimetro cintato da filo spinato in mezzo al nulla. Noi della Folgore stiamo un po’ appartati rispetto ai prigionieri della Pavia dell’Ariete e delle altre divisioni che hanno combattuto contro l’8^ armata. A casa non hanno più mie notizie da almeno tre settimane e sono preoccupato per l ‘angoscia che mia madre stà sicuramente provando. Vorrei poterle far sapere che sono vivo, che sono passato incolume da un vero inferno. Se potesse vedermi sono convinto che saprebbe riconoscermi solo incontrando i miei occhi perché più niente è rimasto della mia fisionomia e delle mie fattezze. Oggi è stato il giorno più brutto e cocente della mia vita e non per i patimenti della fame, della sete e della fatica: oggi abbiamo provato l’amarezza della sconfitta. Mi sento pervaso da una tristezza senza fine pur avendo la consapevolezza di essere stato un buon soldato e un buon camerata per tutti i miei amici. Sono stato d’aiuto e di conforto. Sono svuotato, non ho più energie e una sensazione oscura fatta di incertezza per il domani. Non sono passate più di 12 ore da quando il colonello Camosso ci ha parlato per l’ultima volta manifestando l’intenzione di doverci consegnare agli inglesi perché ormai eravamo giunti senza speranza, alla nostra ultima tappa. I pochi ufficiali rimasti annuivano al suono delle sue parole, al contrario molti tra noi lo supplicavano di non cedere. Alcuni singhiozzavano e il clima non era certo di rassegnazione ma di sorda rabbia. Il maggiore Zanninovich ci ha ordinato di distruggere le armi, non me la sento di danneggiare il mio fedele mab, lo poso sulla sabbia poi, come a volergli dare un’onorevole sepoltura, scavo con le mani una fossa, lo adagio e poi lo ricopro. Siamo circondati dagli inglesi, dalle loro camionette con altoparlanti ci invitano alla resa. Zanninovich ci prega di schierarci, davanti gli ufficiali. Quelli che non si reggono in piedi vengono sollevati e sostenuti. Con voce strozzata Zanninovich presenta la forza al colonello Camosso che, dopo aver risposto al saluto si avvicina ad un’ufficiale superiore inglese che vedo tenergli la mano, Camosso gli nega la stretta e lo saluta militarmente. L’ufficiale inglese si rivolge ad un sottoposto che dà ordine ad una compagnia di schierarsi di fronte a noi quindi viene dato il presentat’arm. Hanno voluto riservarci un grande onore, cosa alla quale avrei rinunciato volentieri.
Deserto occ. egiziano direzione Sollum 6/7 novembre 1942 XX E.F.

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Queste righe di ringraziamento sono state inviate da Antoneya per ringraziare gli amici della Collina che, in occasione di un’incontro, avevano raccolto una somma di denaro da devolvere per la costruzione di un’ambulatorio in Camerun:

“Buongiorno a tutti. Ringrazio di cuore per il sostegno dato a me per il mio paese. La scuola materna è aperta e la cerimonia di consegna ufficiale della classe alle autorità si svolgerà a decembre. Ci sarò con l’aiuto di Dio. Cercherò anche di iniziare il nuovo progetto del poliambulatorio al quale partecipate ugualmente con impegno e generosità. In primavera ci organizzeremo per vedere insieme il percorso di solidarietà che abbiamo intrapreso insieme, e i risultati raggiunti. Buona festa dei santi a tutti. Un abbraccio forte forte a tutti voi”

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VENERDI 16 NOVEMBRE 2018
16-nov-18
47^ COMMEMORAZIONE “ANGELI della MELORIA” bisogna prenotarsi per partecipare alla cerimonia

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“Improvvisamente un tuono immenso scosse l’atmosfera. La tenda sembrava che stesse per essere divelta dagli spostamenti d’aria provocati dalle esplosioni. Balzammo in piedi, in silenzio. Gola, alto, dalla barba bionda che gli incorniciava il viso asciutto, mi guardò intensamente con i suoi occhi azzurri, dalla espressione ferma e risoluta. Ordinai brevemente: 《 Ai posti di combattimento 》.
Gola fù il primo a scomparire di corsa nel buio della notte.
Il tiro di preparazione inglese durò intenso e continuo fino all’una e mezza di notte. Dal mio osservatorio l’orizzonte, da Zugailin, verso sud, fino a nord, appariva tutto in fiamme. Era un’incendio da tragenda, un susseguirsi di lampi sinistri, accecanti, vividi. Il deserto ritrovava come la pelle di un tamburo immenso, battuto da migliaia di giganti impazziti. Gli oggetti, illuminati a tratti da punti diversi, davano l’impressione che saltassero. Specialmente Haret el Himeimat, che sorgeva isolato e sinistro, sembrava che danzasse una danza macabra.”
Con questa testimonianza il comandante del V battaglione ten. colonello Giuseppe Izzo descrive l’inizio della battaglia di El Alamein nel libro TAKFIR scritto da Paolo Caccia Dominioni e da Giuseppe Izzo.

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Il 6 ottobre è avvenuta una cerimonia al cimitero del Verano in Roma per ricordare la MOVM Alessandro Romani caduto in Afghanistan. Ai genitori dell’eroe scomparso il presidente della sezione ANPd’I di Giudonia Franco Figus ha fatto dono di un crest della Collina del Ricordo e messi al corrente della finalità della nostra Associazione portando a conoscenza che anche loro figlio sarà ricordato nel sito di Traversetolo. I signori Romani hanno voluto dimostrare la loro riconoscenza inviando una lettera di ringraziamento e di consenso per la ns l’iniziativa.

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