23 ottobre anniversario della battaglia di El Alamein di Roberto S. Panini

 

“Improvvisamente un tuono immenso scosse l’atmosfera. La tenda sembrava che stesse per essere divelta dagli spostamenti d’aria provocati dalle esplosioni. Balzammo in piedi, in silenzio. Gola, alto, dalla barba bionda che gli incorniciava il viso asciutto, mi guardò intensamente con i suoi occhi azzurri, dalla espressione ferma e risoluta. Ordinai brevemente: 《 Ai posti di combattimento 》.
Gola fù il primo a scomparire di corsa nel buio della notte.
Il tiro di preparazione inglese durò intenso e continuo fino all’una e mezza di notte. Dal mio osservatorio l’orizzonte, da Zugailin, verso sud, fino a nord, appariva tutto in fiamme. Era un’incendio da tragenda, un susseguirsi di lampi sinistri, accecanti, vividi. Il deserto ritrovava come la pelle di un tamburo immenso, battuto da migliaia di giganti impazziti. Gli oggetti, illuminati a tratti da punti diversi, davano l’impressione che saltassero. Specialmente Haret el Himeimat, che sorgeva isolato e sinistro, sembrava che danzasse una danza macabra.”
Con questa testimonianza il comandante del V battaglione ten. colonello Giuseppe Izzo descrive l’inizio della battaglia di El Alamein nel libro TAKFIR scritto da Paolo Caccia Dominioni e da Giuseppe Izzo.

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